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Giornalino scolastico in Enaip Novara, 1° edizione

E’ giugno e si è chiuso l’anno scolastico. Per chi come me fa il pendolare in auto, la chiusura delle scuole novaresi  si vede e si sente. Per me questo è stato il primo anno come docente di cattedra di Comunicazione e Linguaggi presso EnAIP Novara.

Coi miei studenti del corso di Operatore Grafico abbiamo studiato Letteratura (Dante, Petrarca, Boccaccio, ma anche De Andrè…), abbiamo fatto storia, ma soprattutto Marketing & Comunicazione, perchè il futuro di questi ragazzi sarà nel mio settore.

Oltre ai programmi scolastici, alle spiegazioni e alle interrogazioni, abbiamo fatto tre diversi progetti: un ciclo di incontri con esperti del settore, “pedagogia cooperativa” – un percorso artistico di riciclo di materiali in disuso e la prima edizione del giornalino scolastico dell’Enaip. In questo articolo voglio parlare proprio di quest’ultimo.

 

Come è nata l’idea?

Il motivo per cui ho proposto questo progetto era uno solo: costruire un ponte tra forme di scrittura prettamente scolastica e le attuali possibilità comunicative. Avevo letto questa frase in un resoconto – case history trovato su Internet fatto da alcuni ragazzi della DOL – Diploma On Line 2009/10. Incuriosito, ho presentato l’idea al Prof. Giovanni Mazzamurro, Responsabile Obbligo Istruzione di Enaip Novara, che ha accolto con entusiasmo e sostenuto convintamente l’idea: creare una testata pensata per i giovani, realizzata dai giovani e gestita dai giovani, sotto la supervisione di docenti e formatori esperti. Il progetto del Giornalino è nato così in autunno ed ha coinvolto per questo primo anno sperimentale solo le classi prime dell’Istituto. Per questo motivo devo ringraziare la collega e amica, Emanuela Fortuna, che ha collaborato con la prima del corso di Operatore meccanico. Ad aiutarmi a coordinare questo primo anno di prova, senza la quale molto non sarebbe stato possibile e che quindi ringrazio molto, è stata Alice Crugnetti, l’anno scorso mia studentessa della IV Operatore Grafico e quest’anno in servizio civile presso la sede di Novara di Enaip.

Tra gli altri docenti di Enaip che hanno dato preziosi consigli per il Giornalino ringrazio: la Prof.sa Lucia Mattu, Tutor del corso; i docenti di Grafica il Prof. Franco Paglino, la Prof.sa Maura Bissacco e il Prof. G.P. Colombo. 

Creata una redazione interna, con Dir. Resp. e vicedirettore eletti per votazione in classe, scelto dopo molte valutazioni il nome – TEN Tutto Enaip News -, quest’anno a curare l’impaginazione grafica è stato Andrea Ferro, studente di 2° Operatore Grafico che potete seguire su Instagram: _andreaferro_99. L’anno prossimo, se il progetto andrà avanti, verrà ampliata la redazione e creata anche la struttura di grafica interna.

Vuoi leggere online i giornalini di Enaip Novara?

Clicca sul link e si aprirà automaticamente… 😉 

Perchè fare un giornalino scolastico oggi?

La realizzazione di un giornalino scolastico rappresenta un’attività,  didattica ricca di potenzialità formative. Costituisce, infatti, una preziosa occasione per potenziare le competenze comunicative
degli alunni e, nel contempo, favorire la collaborazione per un obiettivo comune.
Scrivere per una platea più ampia, facendo ricorso a differenti tipologie testuali, incrementa notevolmente la motivazione ad esprimersi e a sperimentare forme di scrittura diverse di quelle
solitamente praticate tra le mura scolastiche.

E’ stata inoltre per i ragazzi occasione per avventurarsi in resoconti di attività scolastiche, condivisione delle loro passioni, invenzione di storie, attività di scrittura creativa, tutto quello che viene prodotto dai ragazzi e che, solitamente, resta “nascosto” nei loro quaderni ha avuto la possibilità di valicare le anguste mura delle aule. Un giorno sarebbe bello raggiungere anche la vasta platea del popolo della rete.

Inoltre oggi le tecnologie ICT costituiscono un valore aggiunto perché permettono di rinnovare questa attività collettiva incrementandone l’aspetto cooperativo e comunicativo. Questo vale anche a scuola, dove il computer diventa un mezzo per facilitare il lavoro di revisione dei testi e di impaginazione del giornalino, divenendo mezzo di inclusione e potenziamento dei ragazzi con difficoltà (leggi DSA) ma anche un amplificatore delle possibilità comunicative. Basta un computer e una connessione internet per avere accesso a notizie e informazioni utili o per condividere e pubblicare, in maniera immediata e diretta, il frutto del proprio lavoro.
Nell’era del web 2.0 il giornalino non può che essere inoltre multimediale: non solo semplici articoli corredati da immagini o fotografie, ma anche video e podcast che possono essere realizzati utilizzando le applicazioni disponibili gratuitamente online. E questa potrebbe essere la sfida per le prossime edizioni del TEN!

Il progetto di creare un giornale scolastico in Enaip Novara ha previsto un percorso strutturato atto a sviluppare una didattica attiva, interdisciplinare, basata sull’apprendimento learning by doing.  Insomma: un percorso volto a migliorare le capacità di scrittura e comprensione dei linguaggi comunicativi mediali ha avuto alla fine risultati valutati positivamente.

Gli obiettivi possono essere così elencati:

  • Creare un giornale scolastico gestito in autonomia dagli studenti con la supervisione dei Prof. e Tutor di Enaip Novara
  • Far collaborare gli allievi alla creazione di un giornale ufficiale dell’Ente
  • Educarsi reciprocamente all’impegno e al rispetto delle regole condivise
  • Acquisire competenze trasversali spendibili in ambiti formali e non formali, attraverso la realizzazione di un prodotto finale per futuro inserimento in CV
  • Promuovere la partecipazione di ogni studente, anche con disabilità
  • Migliorare la comunicazione interna in classe
  • Migliorare la comunicazione esterna dell’Ente Enaip Novara verso genitori, testate locali e territorio
  • Apprendere regole base di normario editoriale e dei programmi di grafica
  • Migliorare la responsabilità sociale dei partecipanti
  • Sperimentare la condivisione del processo decisionale (conoscere, approfondire, analizzare, scegliere, decidere in modo cooperativo, valutare)
  • Acquisire capacità di cooperazione e condivisone nella realizzazione di un progetto determinato e relativo prodotto finale

Sfruttando le mie competenze e gli anni da giornalista, soprattutto durante l’Università, ho cercato di insegnare anche le regole del giornalismo e della scrittura che ho imparato soprattutto nelle esperienze ad “Avvenire” (testata cartacea) e durante il mio stage a ilfattoquotidiano.it (testata online, una delle migliori in Italia – dati Audiweb – e esperienza ricca di bellissimi ricordi in una redazione fantastica).

Infine in questo primo anno è intervenuto a dare ai ragazzi una mano molto grande, Gianmaria Balboni, Direttore Responsabile di FreeNovara e FreeNovara.it. Non aggiungo altro su di lui: chi lo conosce a Novara, conosce la sua  inesauribile verve…

Prospettive future

A fine anno, si tirano le conclusioni. Dal punto di vista grafico, come avrete visto stiamo lavorando per trovare il layout migliore e molto possiamo migliorare ancora ma… Molti hanno scoperto un mondo nuovo, qualcuno è migliorato grazie alla regola delle 5 WTutti hanno scritto sul giornalino scolastico (studenti disabili inclusi)! Questo era il vero scopo: far partecipare tutti gli studenti!

Pubblico qui il mio primo ed unico articolo pubblicato sul TEN – Tutto Enaip News. Dà un senso particolare leggere più che un pezzo, una lettera di speranza, a distanza di qualche mese. Ma se guardo a quanto fatto, sono convinto di aver piantato un seme. Se sarà una bella pianta, un albero o solo un piccolo semplice fiore, lo vedremo l’anno prossimo…

Grazie della tua attenzione, Enjoy😀
Francesco Umberto Iodice

TEN, come sarà il giornale dei nostri ragazzi

Tutti possono scrivere sul giornale da soli o in gruppo. Presto partirà un ciclo di incontri con giornalisti e scrittori in Enaip Novara 

Quando nasce un progetto pensato dai giovani, realizzato dai giovani e gestito dai giovani non manca di sicuro l’entusiasmo! “Un giornale che è fedele al suo scopo si occupa non solo di come stanno le cose, ma di come dovrebbero essere”, sosteneva Joseph Pulitzer. È propria dei ragazzi la voglia di cambiare il mondo e raccontarlo con uno sguardo spontaneamente rivolto al futuro.

Affinchè tutto l’impegno degli studenti e delle studentesse di Enaip Novara non venga sprecato, è necessario - soprattutto durante la prima fase – avere qualche riferimento in più.

Come responsabile del progetto, spero davvero che questo testata interna possa essere per tutti gli alunni del triennio una bella avventura. Sono convinto che rappresenterà una grande occasione per cooperare e imparare cose nuove, divertendoci. Dichiaro sin da ora la linea editoriale: la possibilità di scrivere articoli sul giornale è aperta a tutti, da soli o in gruppo.

Dopo il secondo numero verrà creata una redazione con ragazzi e ragazze che rappresentino ognuna delle classi presenti nel Centro. Sarà la redazione del TEN: un gruppo di alunni scelto per competenze e voglia di impegnarsi e collaborare, che col tempo dirigerà il giornale sempre più autonomamente.

Speriamo di riuscire a portare in Enaip diversi professionisti, iscritti all’Albo dell’Ordine dei Giornalisti, per creare un ciclo di incontri formativi. Lo scopo di ogni appuntamento sarà rubare un po’ le regole e i segreti del mestiere e migliorare attraverso i loro consigli la grafica e l’impaginazione del giornale e le capacità di scrittura degli studenti.

Per seguire e coordinare tutte le attività di “Tutto Enaip News” è stata scelta dall’Istituto Alice Grugnetti. Alice ha 20 anni, ha frequentato Enaip Novara l’anno scorso. Oggi si occupa di vari progetti presso l’Ente nell’ambito del Servizio Civile.

Da dicembre 2017 è iniziato un cammino per raccontare la nostra scuola, la realtà in cui viviamo e come i nostri ragazzi sognano il futuro. A tutti noi, ai ragazzi e ragazze, alle loro famiglie, ai docenti e ai formatori che fanno e faranno parte del nostro percorso auguro buon viaggio!




Prof. Francesco Umberto Iodice
1^ Grafici e 1^ Elettricisti

3000 volte grazie !!!

3000 volte grazie !!!

Dal 10 febbraio a oggi il mio sito-blog ha ricevuto ben 1000 visite vere. E’ una crescita costante, senza comprare click o fare campagne sponsorizzate. Del resto, non avrebbe senso nè valore! 😉

Proprio per questo motivo ci tengo a ringraziare ogni singolo utente che ha voluto visitare per la prima volta o mi ha iniziato a seguire e ritorna sul blog tramite i vari punti di contatto: wordpress, facebook, linkedin e twitter.
Inizio addirittura a riscontrare dalle analisi metriche che qualcuno atterra sul mio sito dopo ricerca specifica su Google. Ovviamente non sono moltissimi, ma vi posso assicurare che per me che qualcuno mi cerchi online e googli il mio nome è davvero una bella sorpresa.

Se qualcuno volesse leggere i miei ultimi pezzi segnalo qui sotto dal post più vecchio al più recente i link:

Grazie della tua attenzione, Enjoy😀
Francesco Umberto Iodice

Elezioni 4 marzo 2018, i social media possono predire chi vincerà?

Elezioni 4 marzo 2018 e social media

Social media e politica ormai sono sempre più un binomio. Ma non per forza dev’essere visto negativamente. Io credo che ormai metà della discussione politica non sia oscuramente pilotata da lobby, banche, società segrete o dai reali di casa Lannister… ma semplicemente dai Big Data. Da Internet. Da noi.

Durante il mio Master IAB in Marketing & Comunicazione Digitale in Università Cattolica, il primo esame che ho fatto è stato il corso Animare i social media tenuto dal Prof. Andrea Davide Cuman. Con quell’esame mi si è aperto il mondo della Rete non più come utente, ma come professionista. Avevo saltato la barricata: ero passato dall’altra sponda del fiume…

In quel corso il Prof. Cuman ci aveva indicato tra gli influencer da seguire nel nostro mercato uno che secondo lui era davvero tra i migliori:

Vincenzo Cosenza, in arte web Vincos

Da allora seguo Vincos e propongo ogni tanto diverse sue analisi tratte dal suo blog anche nei miei corsi di formazione ECM e MIUR. Oggi, prima che inizi il silenzio elettorale e che anche su di me si stenda il finto gioco del silenzio e la par condicio, ne approfitto per pubblicare l’unico pezzo sulle elezioni politiche del 4 marzo 2018 del mio blog. E non sarà un invito-obbligoSeNonVuoiCheNonTiSalutoPiù a votare il partito che voterò io, nè un pezzo scommessa su come andranno le elezioni, ma una analisi della campagna elettorale sotto la lente di ingrandimento del Marketing & Comunicazione che più mi appassiona. Quella Digitale.

A pochi giorni dal voto per il rinnovo del Parlamento, le analisi fatte da Vincos con Blogmeter hanno cercato di scoprire se anche stavolta i social media possano predire la vittoria di un candidato, come avevano anche se inascoltati proposto in tempi non sospetti la vittoria di “The Donald” Trump contro Clinton

Da da gennaio al 28 febbraio gli analisti hanno raccolto 64 milioni di “big data” per comprendere quali sono state conversazioni degli italiani in rete e scoprire i leader più capaci di coinvolgere gli abitanti della rete.

64 milioni di interazioni in rete sulle elezioni: si tratta del doppio rispetto alle elezioni 2013. Giusto per dare un’idea di quanto la rete sia diventata rilevante anche per la formazione dell’opinione pubblica…

Il social più utilizzato è stato Facebook, “da cui sono stati raccolti il 58% dei messaggi e il 91% delle interazioni. Segue Twitter, protagonista nel 2013, per numero di messaggi ospitati (il 37%), mentre Instagram è al secondo posto per interazioni suscitate”.

Gli argomenti?  Come sempre i fatti di cronaca, amplificati dai mass media e cavalcati dai politici.. E’ risaputo che sangue, sesso, sociale, sciocchezze, spettacolo (la regola delle 5 S, come il Direttore di FreeNovara, Gianmaria Balboni, ha spiegato recentemente durante un suo intervento in una delle mie lezioni in Enaip Novara) siano sempre la fortuna dei poveri cronisti di oggi. E così è stato anche per queste elezioni politiche. Gli argomenti più scabrosi? La mancata restituzione dei rimborsi da parte di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, i fatti sanguinosi di Macerata e l’inchiesta sulla corruzione di FanPage.

E il politico più citato? Matteo. Già, ma stavolta non Renzi, bensì Salvini, che secondo Vincos: “nell’ultimo mese, ha raccolto il 32% delle conversazioni, seguito da Luigi Di Maio al 22% e Matteo Renzi al 19%. Silvio Berlusconi, che nel 2013 era il più discusso, oggi si trova al quarto posto con il 17%, mentre Giorgia Meloni è al 8% e Grasso al 2%”. Occhio però agli utenti unici (cioè contiamo solo una volta chi scrive anche se pubblica centinaia di messaggi) perchè dai dati recupera Renzi (19%) sempre dietro il leader maximo del Carroccio (27%), ma davanti a Berlusconi (17,5%) e Di Maio (16,7%).

Quindi, basta. Non andiamo neanche a votare. Ha già vinto la Lega, odo sospirare dai miei 15 lettori (nel caso di Manzoni, paraculata, nel mio caso probabile quanto gloriosa verità…) dal mio letto mentre scrivo questo articolo.

Non per forza. Perchè se vediamo invece i Partiti – quella cosa che ancora esiste anche se nessuno vi ci crede più, e a volte nemmeno gli stessi dirigenti o segretari di destra come di sinistra e di Grillo – il risultato cambia.

In testa ecco il Movimento 5 Stelle (26%), il PD (al 25%), la Lega (13,5%), Forza Italia (12%), Fratelli d’Italia (sorprendentemente all’8,5%), Liberi e Uguali (8,4%), +Europa (4,3%). Ma anche qui se calcoliamo gli autori unici lo scenario cambia: primo è il PD (26,8%), poi M5S (20,9%) con gli altri invece pressochè pari.

elezioni2018 partiti più citati online
elezioni2018 partiti più citati online (fonte:Vincos.it)

Ma quali sono stati i temi più trattati dai politici sui social? L’immigrazione e la gestione dei migranti è stato l’argomento di punta nei post di Salvini, Meloni e Emma Bonino. Chiaramente con toni e visioni diverse…

Rubato questo tema, pericoloso per i 5Stelle rischiando così di perdere una parte di quel loro elettorato che magari è più favorevole a aiutarli ma a casa nostra, Di Maio se ne è ben guardato di affrontarlo lungamente e ha puntato molto più a stigmatizzare i costi della politica. Mentre Renzi e Berlusconi hanno preferito il tema del lavoro il primo, delle tasse il secondo, strizzando l’occhio, pardon, l’ugola sugli immigrati, soprattutto dopo Macerata. Oscure coincidenze? Possibile non vi siano frotte di analisti web che indicassero ai politici di casa su quale tasto spingere? Io credo che ormai metà della discussione politica non sia pilotata da lobby, banche, società segrete o dai reali di casa Lannister… semplicemente dai Big Data. Da Internet. Da noi.

Noi utenti abbiamo un ritrovato potere, di indirizzare le politiche di marketing di aziende grandi e piccole, e soprattutto della politica stessa. Pensiamo all’account twitter di Trump, alla pagina Facebook nel 2008 di Obama, alle dirette di Renzi Premier.

Scorrendo la lista dei messaggi più engaging, fa sapere Vincos, si nota che si tratta di quelli che i politici usano per “accendere” le emozioni del proprio elettorato (le dirette dei comizi e i fatti di cronaca) più che dati e programmi. 

E un dato molto allarmante è che Laswell ha comunque colpito ancora. Dai dati di Blogmeter se da un lato c’è stata una significativa crescita del livello di competenza social (live, meme contro gli avversari, foto acchiappa-reazioni, social adv), è purtroppo – il purtroppo è mio – prevalso un uso non rivolto all’ascolto e al coinvolgimento attivo degli elettori. Cioè sto al tavolo con te, ma parlo io. Poi il conto lo paghi tu.

elezioni 2018 partiti con più interazioni online
elezioni2018 partiti più citati online (fonte:Vincos.it)

Puoi leggere tutto il resto delle analisi di Vincenzo Cosenza sul suo articolo.  Merita davvero!

A questo punto del poderoso volume che un tempo era un piccolo articolo del blog di Francesco Umberto Iodice… 😉 se non sei ancora svenuto, ma anzi obstinato perduri intanto grazie, e secondo, il mio invito finale a fare domenica una sola cosa: andare a votare.

Andare a votare è un nostro diritto e soprattutto un dovere, non nei confronti dello Stato o dei nostri concittadini, ma per me soprattutto nei confronti di tutti i nostri connazionali che sono morti per darci questo diritto. E sentendoci parte piccola di un grande mondo, anche per tutti coloro che non possono nei loro Paesi, perchè non esiste democrazia e libertà.

E come diceva Giorgio Gaber…

La Libertà è Partecipazione.

Grazie della tua attenzione, Enjoy😀
Francesco Umberto Iodice

Vi racconto il mio Corso di formazione ECM a Torino… con Gallery

Il mio Corso di formazione ECM a Torino…

Oggi, 16 febbraio 2018, ho tenuto un corso di formazione. Sono tornato dopo l’esperienza pazzesca fatta a Novembre 2017 del corso in Aula Magna, all’Ospedale Le Molinette, ancora una volta a Torino. Stavolta il corso, che è accreditato dal Ministero della Salute con crediti ECM, “COMUNICAZIONE EFFICACE: TECNICHE E CONSIGLI” si è tenuto all’Ospedale S. Giovanni Bosco – Piazza Donatori del Sangue 3.

 

 

Ogni volta è come se fosse la prima, nonostante ne abbia già fatti “abbastanza”… La sera che precede un corso sono sempre agitato, non per il pubblico, ma perchè mi chiedo se sarò in grado di rendere il corso da IN-formativo a FORMATIVO.

FARE FORMAZIONE,
NON INFORMAZIONE

Sembra un gioco di parole, e invece e questo il nodo che dimostra se un corso verrà bene o no. I corsi informativi sono quelli in cui un Solone sceso dagli Dei, con in mano chissà quale verità, getta nozioni a una massa di persone che ascolta in modo attento o passivo, sul modello della Teoria dell’Ago Ipodermico (Magic Bullet Theory) di Harold Lasswell per intenderci.

I corsi di formazione, per come li intendo io e per come mi piace strutturarli, devono essere partecipati, interattivi, e lasciare a fine giornata qualche spunto di riflessione. Io generalmente mi rendo conto se un corso viene bene o meno dalla scaletta. Se già verso fine mattinata è saltata, vuol dire che è un successo! 😀

Il corso di oggi è stato a giudicare dalla agenda che non ho rispettato per nulla, causa continui interventi e domande, un successone! L’argomento che ha sollevato più interventi oggi è stato il tema della libertà di stampa. 

Secondo voi c’è libertà di stampa in Italia?

Oggi noi ne abbiamo parlato a lungo… Così come abbiamo toccato temi di Diritto dell’informazione e della privacy, Sociologia dei mass media e Marketing & Digital communication. Ma anche i topic di Facebook e i Social Media hanno interessato molto il gruppo che ha lavorato molto bene sia singolarmente che nei lavori di gruppo. In più ho come sempre portato l’esempio di comunicazione e coerenza di Josè Pepe Mujica, ex presidente dell’Uruguay, che amo come pochi e che sorprende sempre la platea quando racconto la sua storia e la sua azione politica.

Ringrazio, non per dovere ma sinceramente, tutti i corsisti per la loro partecipazione e attenzione, la Dott.sa Maurizia Sezzano, per la sua preziosa parte del corso sulla comunicazione coi pazienti, la segreteria provinciale Fials di Torino e quella regionale di Fials Piemonte per la perfetta organizzazione. E’ stata un’altra grande esperienza per me per imparare da “dilettante professionista” – come dice il grande Marco Monty Montemagno – ancora di più su quel tema che tanto mi appassiona, la comunicazione.

Grazie della tua attenzione, Enjoy😀
Francesco Umberto Iodice

 

Sanremo 2018: vincono Meta-Moro, Stato Sociale, Annalisa e… Favino

“Non mi avete fatto niente” di Ermal Meta e Fabrizio Moro ha vinto la 68esima edizione del Festival di Sanremo. Al secondo posto Lo Stato sociale con Una vita in vacanza, terza Annalisa con Il mondo prima di te.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=V4zO_1Z_1S8]

Penso sia il risultato corretto. La loro canzone ricca di polemiche con il solito testo impegnato di Moro scritto alla Moro e da cantare alla Moro è comunque bello e radiofonico. Secondi i miei favoriti, i monellacci bolognesi dello Stato Sociale che hanno portato dolcezza e Bologna nella serata dei duetti con il Coro dell’Antoniano e Paolo Rossi.  Saranno, ci scommetto, il vero successo radiofonico fino a questa estate… 😉

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=eUZdR0G20Qs]

Terza Annalisa, una cantante che anche se non amo gli Amici di Amici degli Amici di Maria De Filippi, è davvero diversa dai prodotti fatti e finiti dei Talent Show. E in più è laureata in fisica e molto bella… 😉

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Di questo Sanremo 2018 vorrei stampare come immagini di cartolina alcuni momenti che per me sono stati i più significativi.

http://https://www.youtube.com/watch?v=Hcm4BixLjeQ

La mia classifica

  1. Il monologo sull’emarginazione di Pier Francesco Favino
  2. La vecchia che balla Paddy Jones 85 anni e Rock n roll acrobatico
  3. La simpatia della semplicità di Fiorello
  4. Il finale di ballo sexy di Despacito Favino e Michelle Hunziker
  5. Il Mash-up di Pier Francesco Favino
  6. Mezione d’onore per Ornella Vanoni e una classe infinita…
  7. L’addio eterno degli Elio e le Storie Tese che meritava più rispetto
  8. La simpatia di Mudimbi
  9. Claudio Baglioni e i suoi mille duetti (alcuni riusciti, altri meno)
  10. Gino Paoli che omaggia due grandi cantautori genovesi: Faber e Umberto Bindi

http://www.raiplay.it/video/2018/02/Sanremo-2018-Gino-Paoli–Danilo-Rea–Claudio-Baglioni-omaggio-a-Umberto-Bindi-Fabrizio-De-Andre-bda34784-aa55-4c1b-94b5-ccbf3e28bb1b.html

Come avete visto il nome ricorrente della mia personale classifica è quello di Pier Francesco Favino del quale dopo la prima serata scrivevo:

Uno dei più grandi attori italiani, per me ancora sottovalutato. Che possa essere la volta buona per esplodere come sul palco durante il suo mash-up di canzoni sanremesi.

Direi che non c’è stata ombra di dubbio. Dopo molti Nastri d’Argento ora anche il grande pubblico conosce e apprezza un grande attore. Se ricordo che da piccolo dai nonni vedevo lui col sopracciglione unito in Amico Mio, medical drama all’italiana con Massimo D’Apporto, l’evoluzione è completa. Consiglio oltre ai classici di Muccino anche la sua interpretazione di un secondino in ACAB.

E allora voto finale a questo Sanremo positivo. Meno rassicurante degli ultimi di Carlo Conti, meno impegnato e militante di quelli di Fabio Fazio, meno divertente di quello di Gianni Morandi con Belen e Luca e Paolo, ma sempre Sanremo.

Perchè Sanremo è Sanremo
Pippo Baudo

Grazie della tua attenzione, Enjoy😀
Francesco Umberto Iodice

2000 visite al mio blog, grazie a tutti!

Questo non è un articolo, ma un ringraziamento a tutti coloro che hanno voluto leggermi in queste settimane. Questo Blog che ho ripreso a scrivere da gennaio 2018 con l’articolo NUOVO BLOG, NUOVA AVVENTURA dallo scorso 5 gennaio ha fatto molta strada…

Grande traguardo per questo blog. Abbiamo raggiunto le prime 2000 visite ufficiali!

Il 24 aprile 2016 avevo aperto questa piattaforma un po’ per gioco, un po’ per prova. L’avevo fatto da solo (e se ne vedono ancora oggi tutti i limiti…). Poi avevo un po’ abbandonato l’idea di scrivere, fino a fine 2017, quando ho voluto rimettere in moto questo sito internet.

Ricordo ancora la sorpresa che avevo provato a un mese esatto dalla messa online per le le prime 500 visite!!! Come quella per le 1500 visite nel 2018. Perciò oggi come allora:

Grazie a ognuno dei 2000 utenti che ha voluto dedicare il suo tempo, non avrei mai sperato questi numeri

E lancio un sondaggio: c’è qualche argomento che preferite? Qualcosa sulla quale discutere tutti insieme? Oppure avete consigli o critiche (perchè sono ben accette anche quelle!) da darmi?

 

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Grazie della tua attenzione, Enjoy😀
Francesco Umberto Iodice

Sanremo 2018, Baglioni, Fiorello e lo Stato Sociale (che ha già vinto)

Confesso. Ho sempre guardato Sanremo. Ogni anno mi prometto di non guardarlo, non mi piacciono i cantanti in gara, i super chachet che gridano vendetta, etc. etc. Ma poi… finisco sempre per cedere.

E allora ecco cosa penso di questo Sanremo. Grandissimo Fiorello, uno showman che sa far ridere ancora senza dover ricorrere ca##o, fi#a, tro#a. Sembra di essere in un villaggio con un animatore vecchia scuola, capace di far ridere senza impegno. Orgoglio siciliano.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=VYAeMJKPdgk&t=6s]

Claudio Baglioni che io adoro più come cantautore che come presentatore ha portato a Sanremo rispetto alla sicurezza revival di Carlo Conti delle ultime due edizioni il suo finto snobismo e tutta la qualità di uno degli artisti più evoluti della nostra canzone. Può piacere o no, ma Claudio di canzoni nazionali ne ha fatte talmente tante che può permettersi il lusso di sperimentare.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=xZ0j3qqLkXA&t=22s]

Nota di merito per Pier Francesco Favino. Uno dei più grandi attori italiani, per me ancora sottovalutato. Che possa essere la volta buona per esplodere come sul palco durante il suo mash-up di canzoni sanremesi.

E alla fine il più grande resta sempre Lucio Battisti. Con tutto l’Ariston a cantare “Un’Avventura“… Tu chiamale se vuoi, Emozioni.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=z3TbSks3i3c]

Ma la canzone che più mi ha colpito è stata Una vita in vacanza dei Lo Stato Sociale. Alla fine del pezzo mi sono girato verso mio fratello e, senza aver sentito ancora altre 13-14  canzoni, ho predetto la vittoria finale. Vedremo sabato. Il pezzo ha il solito carico empatico di sinistra bolognese e i ragazzi sono scanzonati come dei monelli in gita.Il testo si concentra ancora una volta sul tema del lavoro, attacca Trump (sei fuori!! Go Out !! You’re fired !!) topic della band da primo maggio e poi lei…

“La vecchia che balla” manda over…

Vinceranno loro? Lo scopriremo solo vivendo.

Testo Una vita in vacanza
Lo Stato Sociale

E fai il cameriere, l’assicuratore
Il campione del mondo, la baby pensione
Fai il ricco di famiglia, l’eroe nazionale
Il poliziotto di quartiere, il rottamatore
Perché lo fai?
E fai il candidato, poi l’esodato
Qualche volta fai il ladro o fai il derubato
E fai opposizione e fai il duro e puro
E fai il figlio d’arte, la blogger di moda
Perché lo fai?
Perché non te ne vai?

Una vita in vacanza
Una vecchia che balla
Niente nuovo che avanza
Ma tutta la banda che suona e che canta
Per un mondo diverso
Libertà e tempo perso
E nessuno che rompe i coglioni
Nessuno che dice se sbagli sei fuori

E fai l’estetista e fai il laureato
E fai il caso umano, il pubblico in studio
Fai il cuoco stellato e fai l’influencer
E fai il cantautore ma fai soldi col poker
Perché lo fai?
E fai l’analista di calciomercato
Il bioagricoltore, il toyboy, il santone
Il motivatore, il demotivato
La risorsa umana, il disoccupato
Perché lo fai?
Perché non te vai?

Una vita in vacanza
Una vecchia che balla
Niente nuovo che avanza
Ma tutta la banda che suona e che canta
Per un mondo diverso
Libertà e tempo perso
E nessuno che rompe i coglioni
Nessuno che dice se sbagli sei fuori
Sei fuori, sei fuori, sei fuori, sei fuori

Vivere per lavorare
O lavorare per vivere
Fare soldi per non pensare
Parlare sempre e non ascoltare
Ridere per fare male
Fare pace per bombardare
Partire per poi ritornare

Una vita in vacanza
Una vecchia che balla
Niente nuovo che avanza
Ma tutta la banda che suona e che canta
Per un mondo diverso
Libertà e tempo perso
E nessuno che rompe i coglioni
Nessuno che dice se sbagli sei fuori.

Grazie della tua attenzione, Enjoy😀
Francesco Umberto Iodice

Shoah, giorno della Memoria. Si può fare comunicazione sull’Olocausto?

Nel giorno della memoria, la giornata in cui si ricordano le vittime dell’Olocausto e del nazismo, il rischio di banalizzare una delle più grandi macchie dell’umanità è grande.

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Russa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, arrivarono nei pressi di Auschwitz. Questa città polacca era sede dell’enorme campo di concentramento e sterminio utilizzato nel corso del genocidio nazista. I russi liberarono i superstiti.

L’apertura dei cancelli di Auschwitz, come ricorda Wikipedia, fu fondamentale anche perchè “mostrò al mondo intero non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati in quel lager nazista”.

Non voglio fare l’ennesimo post storico e politicamente corretto sull’orrore della Guerra, ma mi piacerebbe fare una riflessione con gli occhi di chi studia le tecniche di comunicazione.

Una campagna che ho molto apprezzato su questo tema, l’ho scoperta su un vecchio articolo su www.ilpost.it. E’ una campagna di comunicazione provocatoria realizzata da Archi’s Comunicazione per Regione Umbria.

L’obiettivo di questa campagna, dichiaratamente social (siamo nel pieno boom di Facebook) era attraverso frasi o domande molto brevi far riflettere sul dramma. Personalmente, mi ha sempre colpito che sia avvenuto solo pochi anni fa, 73 anni oggi. So che molti non apprezzano il ricordo e applicare le regole della comunicazione anche a tragedie simili, però non l’ho trovata offensiva della dignità dei morti mostrati. Non meno, per esempio, delle ultime campagne per la fertilità delle vacche ordita dalla “pubblicità progresso secondo Beatrice Lorenzin”. Quella sì, che se fossi una ragazza, una donna e già una mamma mi avrebbe offeso. La commissione pubblica da parte di una regione che amo, l’Umbria, certifica l’originale intento didascalico da leggere nell’ambito di una diffusione sui Social Network.

Quando ero a scuola, alle medie, al liceo classico e infine all’Università preparando l’esame di Italiano 3, ho sempre preferito la richiesta di Primo Levi di mantenere alta la memoria di quanto accaduto, rispetto alla nostrana preghiera alla dimenticanza. Dobbiamo ricordare sempre il passato, perchè come asserivano i latini: historia magistra vitae

E quindi rispondendo alla domanda nel titolo, cosa che se fosse un pezzo giornalistico non avrei mai potuto fare (ma questo è un blog!): sì, si può e, secondo me, entro certi limiti si deve fare comunicazione anche sulla Shoah. Abbiamo bisogno anche di qualche immagine scomoda, che ci possa umiliare in quanto persone civili (anche se incolpevoli di questa tragedia) perchè non accada mai più. E non si chiudano gli occhi non volendo guardare a quei Paesi del terzo mondo dove le pulizie etnico-religiose avvengono ancora. Pensiamo per esempio ai nostri fratelli cristiani nell’Africa nera…

Preferisco di fronte a drammi come l’olocausto non girare la testa e chiedermi se coloro che hanno compiuto tali violenze siano uomini…

 

Se questo è un Uomo

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e i visi amici:
considerate se questo è un uomo,
che lavora nel fango,
che non conosce pace,
che lotta per mezzo pane,
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna
senza capelli e senza nome,
senza più forza di ricordare,
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore,
stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca
i vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi, Torino 1958.

Grazie della tua attenzione,
Francesco Umberto Iodice

L’apertura mentale non è una frattura del cranio di Samuele Roccatello. La mia recensione e gallery

L’apertura mentale non è una frattura del cranio, la mia recensione del primo libro di Samuele Roccatello

In un pomeriggio d’autunno Danilo Urli, un mio vecchio amico, mi ha chiamato chiedendomi un favore: “Puoi dare un’occhiata al libro di un ragazzo che lavora con me e che sogna di fare lo scrittore?“. L’ho fatto ed è nata una bella amicizia e una sincera collaborazione.

Sono stato invitato a fare da relatore alla prima presentazione del libro di Samuele domenica 10 dicembre 2017 a Casale Monferrato nel Castello dei Paleologi, presso l’Enoteca Regionale del Monferrato.

Quella che segue è la prefazione che ho siglato per Pathos Edizioni. 

 

Scrivere un libro è sempre un’impresa, farlo a 20 anni e buttarsi così nel panorama editoriale italiano – stante la crisi, non solo economica, ma anche culturale – è un atto di coraggio. Con l’incoscienza di coloro che guardano i dati del settore senza curarsene, Samuele Roccatello, l’autore di “L’apertura mentale non è una frattura del cranio” ha scritto così il suo primo libro.

Roccatello è un ragazzo cresciuto tra le colline del Monferrato, in quella natura tipica piemontese, che lascia sempre un segno in tutti gli scrittori di questa splendida terra. E così è stato anche per Samuele, studente universitario di chimica con sempre un libro in una mano e le bacchette da batteria nell’altra.

Il libro è una raccolta di racconti e raccontini che nasce dall’esigenza dell’autore di esprimere il proprio essere e le proprie opinioni sui maggiori temi e sentimenti universali. Ecco quindi in ordine di trattamento: innocenza, amore, fiducia, passione, empatia, giustizia, libertà, trasgressione, coraggio, rispetto, tolleranza, origini, umiltà.

Il testo segue un percorso cronologico e Roccatello immagina di accompagnare il lettore in un percorso che nasce con la tenerezza della protagonista di “La piccola Amanda” e arriva fino alla saggezza di un anziano nel ruolo di improbabile vate in “Cicinin. Un racconto per ogni stagione della nostra vita, quindi, che permette di evidenziare già alcuni tratti della penna dell’autore, molto bravo nella gestione dei registri di scrittura e maniacale nella scelta del lessico. Se per immaginare i toni e le parole dei grandi e degli anziani Roccatello ha lavorato di fantasia con risultati a volte ottimi altre approfondibili, per i primi racconti ha ripreso in mano i suoi vecchi quaderni delle elementari e frequentato nipotine e cuginette. Il risultato lapalissiano è un labor limae insistito e convinto che mira a coinvolgere il lettore pagina dopo pagina.

Dei molti racconti, mi permetto di segnalare,Ciuf Ciuf”, storiella in cui rumore di un treno si fa metafora della lontananza che ognuno di noi ha provato nei confronti di chi amiamo. Ed è in questa scia che lo “stare insieme” si fa “stazione” non solo dei cuori di Carlo e Sara da cui nasce il suono onomatopeico, ma anche di chi sa amare e vedersi con occhi diversi da quelli comuni. Come ad esempio quelli della figura del padre che disconosce – o forse ha dimenticato – la tenerezza e l’intesa dei due giovani, come facevano i vecchi romani rumoreggiando per i baci dei due giovani amanti al tempo di Catullo.

In Non esiste giustizia senza una lotta” viene invece esplorato uno dei problemi più gravi della nostra società: il bullismo. Il protagonista di questo racconto, il Giustiziere, è un ragazzino che ha subito le offese reiterate e sistematiche dei suoi compagni di scuola e che si fa a sua volta bullo. È il dramma della scuola italiana di oggi che non riesce a fermare un fenomeno ora ai tempi dei social network  quanto mai attuale – e in grado di svilupparsi con nuovi metodi di offesa come il cyberbullismo – che se non arrestato può portare chi è più forte a reagire passando dalla parte del torto, chi è più debole a soccombere. Interessante la chiave di sviluppo nella quale agisce, meglio reagisce, il Giustiziere.

Ultimo, in questo caso per importanza, “Cicinin”, racconto in cui l’autore ci porta in una sagra piemontese tra il vociare di persone sedute a lunghe tavolate e il profumo della panissa appena versata in piatti di plastica bianchi. L’intervento di un anziano pieno di consigli durante una tranquilla serata con la fidanzata – pardon morosa, come si dice in Piemonte – qui raccontato è un fatto realmente accaduto a Roccatello ed è per ora il suo lavoro preferito. Sono certo che sarà uno dei più apprezzati anche dai lettori. E non appare un caso che dall’innocenza dei bambini, il libro si concluda con l’umiltà degli anziani.

In conclusione, immaginandomi davanti ad una tazza di caffè a spiegare a qualcuno perché leggere questo libro, penso che aldilà delle analisi di sintassi e morfologia, mi sentirei di avvalorare l’opera prima di questo ragazzo per quella che è: un’opera prima impegnata nei temi e carica di freschezza e passione giovanile. Sono certo che molte opinioni e visioni delle cose cambieranno anche per Samuele col tempo, ma la spontaneità e sincerità che emana sia di persona, che nelle sue pagine può essere travolgente. Proprio come a volte non aver paura di Aprire la mente.

Se sei interessato e vuoi sostenere questo giovane scrittore, puoi comprare il libro su IBS, su LaFeltrinelli, Amazon su Unilibro.

Puoi seguire Samuele Roccatello su Facebook e LinkedIn.

 

 Grazie della tua attenzione, Enjoy😀
Francesco Umberto Iodice

1500 visite al blog grazie a tutti

Grande traguardo per questo blog. Abbiamo raggiunto le prime 1500 visite ufficiali!

Il 24 aprile scorso avevo aperto questa piattaforma un po’ per gioco, un po’ per prova. L’avevo fatto da solo (e se ne vedono ancora oggi tutti i limiti…). Poi avevo un po’ abbandonato l’idea di scrivere, fino a fine 2017, quando ho voluto rimettere in moto questo sito internet.

Ricordo ancora la sorpresa che avevo provato a un mese esatto dalla messa online per le le prime 500 visite!!! Perciò oggi come allora:

Grazie a ognuno dei 1500 utenti che ha voluto dedicare il suo tempo, non avrei mai sperato questi numeri

Grazie della tua attenzione, Enjoy😀
Francesco Umberto Iodice