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Giornalino scolastico in Enaip Novara, 1° edizione

E’ giugno e si è chiuso l’anno scolastico. Per chi come me fa il pendolare in auto, la chiusura delle scuole novaresi  si vede e si sente. Per me questo è stato il primo anno come docente di cattedra di Comunicazione e Linguaggi presso EnAIP Novara.

Coi miei studenti del corso di Operatore Grafico abbiamo studiato Letteratura (Dante, Petrarca, Boccaccio, ma anche De Andrè…), abbiamo fatto storia, ma soprattutto Marketing & Comunicazione, perchè il futuro di questi ragazzi sarà nel mio settore.

Oltre ai programmi scolastici, alle spiegazioni e alle interrogazioni, abbiamo fatto tre diversi progetti: un ciclo di incontri con esperti del settore, “pedagogia cooperativa” – un percorso artistico di riciclo di materiali in disuso e la prima edizione del giornalino scolastico dell’Enaip. In questo articolo voglio parlare proprio di quest’ultimo.

 

Come è nata l’idea?

Il motivo per cui ho proposto questo progetto era uno solo: costruire un ponte tra forme di scrittura prettamente scolastica e le attuali possibilità comunicative. Avevo letto questa frase in un resoconto – case history trovato su Internet fatto da alcuni ragazzi della DOL – Diploma On Line 2009/10. Incuriosito, ho presentato l’idea al Prof. Giovanni Mazzamurro, Responsabile Obbligo Istruzione di Enaip Novara, che ha accolto con entusiasmo e sostenuto convintamente l’idea: creare una testata pensata per i giovani, realizzata dai giovani e gestita dai giovani, sotto la supervisione di docenti e formatori esperti. Il progetto del Giornalino è nato così in autunno ed ha coinvolto per questo primo anno sperimentale solo le classi prime dell’Istituto. Per questo motivo devo ringraziare la collega e amica, Emanuela Fortuna, che ha collaborato con la prima del corso di Operatore meccanico. Ad aiutarmi a coordinare questo primo anno di prova, senza la quale molto non sarebbe stato possibile e che quindi ringrazio molto, è stata Alice Crugnetti, l’anno scorso mia studentessa della IV Operatore Grafico e quest’anno in servizio civile presso la sede di Novara di Enaip.

Tra gli altri docenti di Enaip che hanno dato preziosi consigli per il Giornalino ringrazio: la Prof.sa Lucia Mattu, Tutor del corso; i docenti di Grafica il Prof. Franco Paglino, la Prof.sa Maura Bissacco e il Prof. G.P. Colombo. 

Creata una redazione interna, con Dir. Resp. e vicedirettore eletti per votazione in classe, scelto dopo molte valutazioni il nome – TEN Tutto Enaip News -, quest’anno a curare l’impaginazione grafica è stato Andrea Ferro, studente di 2° Operatore Grafico che potete seguire su Instagram: _andreaferro_99. L’anno prossimo, se il progetto andrà avanti, verrà ampliata la redazione e creata anche la struttura di grafica interna.

Vuoi leggere online i giornalini di Enaip Novara?

Clicca sul link e si aprirà automaticamente… 😉 

Perchè fare un giornalino scolastico oggi?

La realizzazione di un giornalino scolastico rappresenta un’attività,  didattica ricca di potenzialità formative. Costituisce, infatti, una preziosa occasione per potenziare le competenze comunicative
degli alunni e, nel contempo, favorire la collaborazione per un obiettivo comune.
Scrivere per una platea più ampia, facendo ricorso a differenti tipologie testuali, incrementa notevolmente la motivazione ad esprimersi e a sperimentare forme di scrittura diverse di quelle
solitamente praticate tra le mura scolastiche.

E’ stata inoltre per i ragazzi occasione per avventurarsi in resoconti di attività scolastiche, condivisione delle loro passioni, invenzione di storie, attività di scrittura creativa, tutto quello che viene prodotto dai ragazzi e che, solitamente, resta “nascosto” nei loro quaderni ha avuto la possibilità di valicare le anguste mura delle aule. Un giorno sarebbe bello raggiungere anche la vasta platea del popolo della rete.

Inoltre oggi le tecnologie ICT costituiscono un valore aggiunto perché permettono di rinnovare questa attività collettiva incrementandone l’aspetto cooperativo e comunicativo. Questo vale anche a scuola, dove il computer diventa un mezzo per facilitare il lavoro di revisione dei testi e di impaginazione del giornalino, divenendo mezzo di inclusione e potenziamento dei ragazzi con difficoltà (leggi DSA) ma anche un amplificatore delle possibilità comunicative. Basta un computer e una connessione internet per avere accesso a notizie e informazioni utili o per condividere e pubblicare, in maniera immediata e diretta, il frutto del proprio lavoro.
Nell’era del web 2.0 il giornalino non può che essere inoltre multimediale: non solo semplici articoli corredati da immagini o fotografie, ma anche video e podcast che possono essere realizzati utilizzando le applicazioni disponibili gratuitamente online. E questa potrebbe essere la sfida per le prossime edizioni del TEN!

Il progetto di creare un giornale scolastico in Enaip Novara ha previsto un percorso strutturato atto a sviluppare una didattica attiva, interdisciplinare, basata sull’apprendimento learning by doing.  Insomma: un percorso volto a migliorare le capacità di scrittura e comprensione dei linguaggi comunicativi mediali ha avuto alla fine risultati valutati positivamente.

Gli obiettivi possono essere così elencati:

  • Creare un giornale scolastico gestito in autonomia dagli studenti con la supervisione dei Prof. e Tutor di Enaip Novara
  • Far collaborare gli allievi alla creazione di un giornale ufficiale dell’Ente
  • Educarsi reciprocamente all’impegno e al rispetto delle regole condivise
  • Acquisire competenze trasversali spendibili in ambiti formali e non formali, attraverso la realizzazione di un prodotto finale per futuro inserimento in CV
  • Promuovere la partecipazione di ogni studente, anche con disabilità
  • Migliorare la comunicazione interna in classe
  • Migliorare la comunicazione esterna dell’Ente Enaip Novara verso genitori, testate locali e territorio
  • Apprendere regole base di normario editoriale e dei programmi di grafica
  • Migliorare la responsabilità sociale dei partecipanti
  • Sperimentare la condivisione del processo decisionale (conoscere, approfondire, analizzare, scegliere, decidere in modo cooperativo, valutare)
  • Acquisire capacità di cooperazione e condivisone nella realizzazione di un progetto determinato e relativo prodotto finale

Sfruttando le mie competenze e gli anni da giornalista, soprattutto durante l’Università, ho cercato di insegnare anche le regole del giornalismo e della scrittura che ho imparato soprattutto nelle esperienze ad “Avvenire” (testata cartacea) e durante il mio stage a ilfattoquotidiano.it (testata online, una delle migliori in Italia – dati Audiweb – e esperienza ricca di bellissimi ricordi in una redazione fantastica).

Infine in questo primo anno è intervenuto a dare ai ragazzi una mano molto grande, Gianmaria Balboni, Direttore Responsabile di FreeNovara e FreeNovara.it. Non aggiungo altro su di lui: chi lo conosce a Novara, conosce la sua  inesauribile verve…

Prospettive future

A fine anno, si tirano le conclusioni. Dal punto di vista grafico, come avrete visto stiamo lavorando per trovare il layout migliore e molto possiamo migliorare ancora ma… Molti hanno scoperto un mondo nuovo, qualcuno è migliorato grazie alla regola delle 5 WTutti hanno scritto sul giornalino scolastico (studenti disabili inclusi)! Questo era il vero scopo: far partecipare tutti gli studenti!

Pubblico qui il mio primo ed unico articolo pubblicato sul TEN – Tutto Enaip News. Dà un senso particolare leggere più che un pezzo, una lettera di speranza, a distanza di qualche mese. Ma se guardo a quanto fatto, sono convinto di aver piantato un seme. Se sarà una bella pianta, un albero o solo un piccolo semplice fiore, lo vedremo l’anno prossimo…

Grazie della tua attenzione, Enjoy😀
Francesco Umberto Iodice

TEN, come sarà il giornale dei nostri ragazzi

Tutti possono scrivere sul giornale da soli o in gruppo. Presto partirà un ciclo di incontri con giornalisti e scrittori in Enaip Novara 

Quando nasce un progetto pensato dai giovani, realizzato dai giovani e gestito dai giovani non manca di sicuro l’entusiasmo! “Un giornale che è fedele al suo scopo si occupa non solo di come stanno le cose, ma di come dovrebbero essere”, sosteneva Joseph Pulitzer. È propria dei ragazzi la voglia di cambiare il mondo e raccontarlo con uno sguardo spontaneamente rivolto al futuro.

Affinchè tutto l’impegno degli studenti e delle studentesse di Enaip Novara non venga sprecato, è necessario - soprattutto durante la prima fase – avere qualche riferimento in più.

Come responsabile del progetto, spero davvero che questo testata interna possa essere per tutti gli alunni del triennio una bella avventura. Sono convinto che rappresenterà una grande occasione per cooperare e imparare cose nuove, divertendoci. Dichiaro sin da ora la linea editoriale: la possibilità di scrivere articoli sul giornale è aperta a tutti, da soli o in gruppo.

Dopo il secondo numero verrà creata una redazione con ragazzi e ragazze che rappresentino ognuna delle classi presenti nel Centro. Sarà la redazione del TEN: un gruppo di alunni scelto per competenze e voglia di impegnarsi e collaborare, che col tempo dirigerà il giornale sempre più autonomamente.

Speriamo di riuscire a portare in Enaip diversi professionisti, iscritti all’Albo dell’Ordine dei Giornalisti, per creare un ciclo di incontri formativi. Lo scopo di ogni appuntamento sarà rubare un po’ le regole e i segreti del mestiere e migliorare attraverso i loro consigli la grafica e l’impaginazione del giornale e le capacità di scrittura degli studenti.

Per seguire e coordinare tutte le attività di “Tutto Enaip News” è stata scelta dall’Istituto Alice Grugnetti. Alice ha 20 anni, ha frequentato Enaip Novara l’anno scorso. Oggi si occupa di vari progetti presso l’Ente nell’ambito del Servizio Civile.

Da dicembre 2017 è iniziato un cammino per raccontare la nostra scuola, la realtà in cui viviamo e come i nostri ragazzi sognano il futuro. A tutti noi, ai ragazzi e ragazze, alle loro famiglie, ai docenti e ai formatori che fanno e faranno parte del nostro percorso auguro buon viaggio!




Prof. Francesco Umberto Iodice
1^ Grafici e 1^ Elettricisti

La mia prima volta a Londra

La mia prima volta a Londra

Con IPS – Innovative Power Systems in esposizione al Data Center World presso il London ExCel, dal 20 al 23 marzo, è stata per me una grande esperienza di marketing e…di vita. 

Dopo qualche settimana torno a scrivere sul mio blog e lo faccio per raccontare una esperienza strepitosa che mi è capitata! Oltre che docente di Comunicazione e Linguaggi presso EnaIP Novara, da novembre, sono diventato Marketing Manager di un gruppo che opera nel mercato B2B nel settore nevralgico dell’energia. Questo è il primo vero post in cui ne parlo, per ora avevo solo inserito qualche cenno nella Bio, e lo faccio presentando una delle aziende del gruppo e le prime iniziative di comunicazione che abbiamo intrapreso.

IPS (Innovative Power Systems) è una azienda con sede in Birmingham (UK) che incorpora FDUEG e GPE, due aziende italiane che operano nel mercato dell’elettronica di potenza e producono componenti e sistemi di ingegneria rigorosamente made in Italy. In questi primi sei mesi di lavoro, ho conosciuto persone capaci e geniali, che mi hanno accolto in un’ambiente perfetto, facilitando in tutto il mio processo di inserimento. Avrò modo di approfondire in altre occasioni tutto, in questa voglio parlare della prima vera campagna di comunicazione che abbiamo fatto da quando è iniziata questa avventura.

IPS al Data Center World di Londra 2018

Presso l’Excel London (Exhibition Centre London) dal 21 al 22 marzo 2018, siamo stati tra i principali espositori al Data Center World: è la più importante fiera a livello mondiale riguardo i Data Center per tutto ciò che riguarda l’efficienza energetica, la progettazione e la costruzione, la sicurezza e l’automazione robotica, l’antincendio e la commutazione dei dati.

Abbiamo presentato i nostri prodotti, in particolar modo componenti hardware come trasformatori, convertitori, UPS, ATS e STS, BESS è molto altro. La fiera è stata l’occasione per presentare la TBC (Total Business Communication) e la nuova linea di comunicazione che il gruppo ha adottato: poco testo, più spazio all’immagine, prodotto al centro di ogni discorso, infografica con tutti i nostri prodotti divisi per settore di applicazione e un layout unico. Parola d’ordine: uniformità!
Si tratta di una strategia crossmediale customer oriented, perchè noi crediamo che “Customer is king”.

Scopri la Gallery di IPS UK Ltd al DCW di Londra

Ecco una gallery del nostro Stand al DCW 2018, coi nostri materiali di comunicazione: pop-up, company profile, brochure prodotti e gadget. Tra i gadget oltre alle pen drive, rigorosamente brandizzate per implementare il brand awereness, segnalo anche i gadget che abbiamo voluto in materiali riciclati, dalla carta del block notes e delle brochure alla penna… Il motivo? Rispettare la sostenibilità ambientale, dando l’esempio noi per primi, osservando gli obiettivi promossi da Agenda 2030  per lo Sviluppo Sostenibile, un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Perchè il messaggio alla base è che davvero le soluzioni ingegneristiche e i componenti di IPS permettono di rispettare l’ambiente abbassando gli sprechi energetici. Il green diventa quindi un obiettivo raggiungibile e non uno slogan con cui riempirsi la bocca, perchè fa moda, soprattutto nell’Italia post EXPO. Sapete… dopo tutti gli sforzi e le preoccupazioni delle ultime settimane, è stato emozionante vedere lo stand montato con tutti i materiali realizzati dalla A alla Z, a tempo di record insieme e grazie al mio insostituibile collega, Michele Secchia, un ingegnere molto capace anche nel marketing del prodotto… 😀 Per chi volesse saperne di più o curiosare, ecco il sito web di IPS UK Ltd: www.ipsinternational.co.uk!

La mia prima volta a Londra, la mia prima volta in Inghilterra…

La partecipazione al DCW di Londra è stata per me anche l’opportunità per visitare per la prima volta l’Inghilterra. Finora ero stato a Londra in due occasioni, sempre in scalo e senza mai mettere piede fuori dall’aeroporto. Ho potuto vedere davvero poco e in una sola mattinata perchè era un viaggio di lavoro, ma quel poco che ho visto mi ha molto colpito. E’ un Paese davvero interessante, organizzato e funzionante. Mi hanno colpito le pettorine coi catalifrangenti che ogni bambino delle elementari indossava durante una gita, la loro guida al contrario (io avrei fatto 3 morti e un ferito dopo il primo minuto…) e la vastità di Londra. Solo Lima in Perù mi è sembrata una città più estesa in dimensione. L’ultima mattina a Londra, venerdì 23 marzo, coi colleghi Francesco Pisani, Sales Manager di GPE e Emanuele Marafante, ingegnere e R&D di FDUEG, abbiamo fatto tappa ai luoghi turistici principali del centro di Londra: Buckingham Palace, Westminster e il Big Ben, il London Eye, London Bridge e ci è scappata anche una puntatina da Harrods

E’ stata come avrete capito una bellissima esperienza. Mi ha costretto a misurarmi con quello che ho sempre ritenuto il mio tallone d’Achille, l’inglese, e mi sono scoperto sorprendentemente più avanti di quanto credessi. E’ stata la spinta definitiva a motivarmi a impararlo in maniera professionale! Riuscivo a capire il 60%, e pazienza se avrò commesso diversi errori di pronuncia e di costruzione, ho rotto la barriera della paura di parlare in questa lingua: in fiera, in hotel, persino sull’aereo di ritorno, con una sconosciuta vicina di posto… 😉 Ma soprattutto mi ha fatto approfondire il mercato B2B di un settore così verticale come quello dell’energia, entrare meglio nelle dinamiche aziendali perchè tutto il viaggio è stato di per sè un percorso di team building che è fiorito in maniera naturale, e infine proprio all’ExCeL ho potuto anche partecipare come visitor alla fiera B2B Marketing Expo migliorando la mia formazione in ambito digital communication e facendo networking per il futuro nel mercato UK.

Per tutte queste ragioni ringrazio tutti i compagni di avventura e soprattutto la mia Azienda, davvero!!!

Grazie della tua attenzione, Enjoy😀
Francesco Umberto Iodice

Elezioni 4 marzo 2018, i social media possono predire chi vincerà?

Elezioni 4 marzo 2018 e social media

Social media e politica ormai sono sempre più un binomio. Ma non per forza dev’essere visto negativamente. Io credo che ormai metà della discussione politica non sia oscuramente pilotata da lobby, banche, società segrete o dai reali di casa Lannister… ma semplicemente dai Big Data. Da Internet. Da noi.

Durante il mio Master IAB in Marketing & Comunicazione Digitale in Università Cattolica, il primo esame che ho fatto è stato il corso Animare i social media tenuto dal Prof. Andrea Davide Cuman. Con quell’esame mi si è aperto il mondo della Rete non più come utente, ma come professionista. Avevo saltato la barricata: ero passato dall’altra sponda del fiume…

In quel corso il Prof. Cuman ci aveva indicato tra gli influencer da seguire nel nostro mercato uno che secondo lui era davvero tra i migliori:

Vincenzo Cosenza, in arte web Vincos

Da allora seguo Vincos e propongo ogni tanto diverse sue analisi tratte dal suo blog anche nei miei corsi di formazione ECM e MIUR. Oggi, prima che inizi il silenzio elettorale e che anche su di me si stenda il finto gioco del silenzio e la par condicio, ne approfitto per pubblicare l’unico pezzo sulle elezioni politiche del 4 marzo 2018 del mio blog. E non sarà un invito-obbligoSeNonVuoiCheNonTiSalutoPiù a votare il partito che voterò io, nè un pezzo scommessa su come andranno le elezioni, ma una analisi della campagna elettorale sotto la lente di ingrandimento del Marketing & Comunicazione che più mi appassiona. Quella Digitale.

A pochi giorni dal voto per il rinnovo del Parlamento, le analisi fatte da Vincos con Blogmeter hanno cercato di scoprire se anche stavolta i social media possano predire la vittoria di un candidato, come avevano anche se inascoltati proposto in tempi non sospetti la vittoria di “The Donald” Trump contro Clinton

Da da gennaio al 28 febbraio gli analisti hanno raccolto 64 milioni di “big data” per comprendere quali sono state conversazioni degli italiani in rete e scoprire i leader più capaci di coinvolgere gli abitanti della rete.

64 milioni di interazioni in rete sulle elezioni: si tratta del doppio rispetto alle elezioni 2013. Giusto per dare un’idea di quanto la rete sia diventata rilevante anche per la formazione dell’opinione pubblica…

Il social più utilizzato è stato Facebook, “da cui sono stati raccolti il 58% dei messaggi e il 91% delle interazioni. Segue Twitter, protagonista nel 2013, per numero di messaggi ospitati (il 37%), mentre Instagram è al secondo posto per interazioni suscitate”.

Gli argomenti?  Come sempre i fatti di cronaca, amplificati dai mass media e cavalcati dai politici.. E’ risaputo che sangue, sesso, sociale, sciocchezze, spettacolo (la regola delle 5 S, come il Direttore di FreeNovara, Gianmaria Balboni, ha spiegato recentemente durante un suo intervento in una delle mie lezioni in Enaip Novara) siano sempre la fortuna dei poveri cronisti di oggi. E così è stato anche per queste elezioni politiche. Gli argomenti più scabrosi? La mancata restituzione dei rimborsi da parte di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, i fatti sanguinosi di Macerata e l’inchiesta sulla corruzione di FanPage.

E il politico più citato? Matteo. Già, ma stavolta non Renzi, bensì Salvini, che secondo Vincos: “nell’ultimo mese, ha raccolto il 32% delle conversazioni, seguito da Luigi Di Maio al 22% e Matteo Renzi al 19%. Silvio Berlusconi, che nel 2013 era il più discusso, oggi si trova al quarto posto con il 17%, mentre Giorgia Meloni è al 8% e Grasso al 2%”. Occhio però agli utenti unici (cioè contiamo solo una volta chi scrive anche se pubblica centinaia di messaggi) perchè dai dati recupera Renzi (19%) sempre dietro il leader maximo del Carroccio (27%), ma davanti a Berlusconi (17,5%) e Di Maio (16,7%).

Quindi, basta. Non andiamo neanche a votare. Ha già vinto la Lega, odo sospirare dai miei 15 lettori (nel caso di Manzoni, paraculata, nel mio caso probabile quanto gloriosa verità…) dal mio letto mentre scrivo questo articolo.

Non per forza. Perchè se vediamo invece i Partiti – quella cosa che ancora esiste anche se nessuno vi ci crede più, e a volte nemmeno gli stessi dirigenti o segretari di destra come di sinistra e di Grillo – il risultato cambia.

In testa ecco il Movimento 5 Stelle (26%), il PD (al 25%), la Lega (13,5%), Forza Italia (12%), Fratelli d’Italia (sorprendentemente all’8,5%), Liberi e Uguali (8,4%), +Europa (4,3%). Ma anche qui se calcoliamo gli autori unici lo scenario cambia: primo è il PD (26,8%), poi M5S (20,9%) con gli altri invece pressochè pari.

elezioni2018 partiti più citati online
elezioni2018 partiti più citati online (fonte:Vincos.it)

Ma quali sono stati i temi più trattati dai politici sui social? L’immigrazione e la gestione dei migranti è stato l’argomento di punta nei post di Salvini, Meloni e Emma Bonino. Chiaramente con toni e visioni diverse…

Rubato questo tema, pericoloso per i 5Stelle rischiando così di perdere una parte di quel loro elettorato che magari è più favorevole a aiutarli ma a casa nostra, Di Maio se ne è ben guardato di affrontarlo lungamente e ha puntato molto più a stigmatizzare i costi della politica. Mentre Renzi e Berlusconi hanno preferito il tema del lavoro il primo, delle tasse il secondo, strizzando l’occhio, pardon, l’ugola sugli immigrati, soprattutto dopo Macerata. Oscure coincidenze? Possibile non vi siano frotte di analisti web che indicassero ai politici di casa su quale tasto spingere? Io credo che ormai metà della discussione politica non sia pilotata da lobby, banche, società segrete o dai reali di casa Lannister… semplicemente dai Big Data. Da Internet. Da noi.

Noi utenti abbiamo un ritrovato potere, di indirizzare le politiche di marketing di aziende grandi e piccole, e soprattutto della politica stessa. Pensiamo all’account twitter di Trump, alla pagina Facebook nel 2008 di Obama, alle dirette di Renzi Premier.

Scorrendo la lista dei messaggi più engaging, fa sapere Vincos, si nota che si tratta di quelli che i politici usano per “accendere” le emozioni del proprio elettorato (le dirette dei comizi e i fatti di cronaca) più che dati e programmi. 

E un dato molto allarmante è che Laswell ha comunque colpito ancora. Dai dati di Blogmeter se da un lato c’è stata una significativa crescita del livello di competenza social (live, meme contro gli avversari, foto acchiappa-reazioni, social adv), è purtroppo – il purtroppo è mio – prevalso un uso non rivolto all’ascolto e al coinvolgimento attivo degli elettori. Cioè sto al tavolo con te, ma parlo io. Poi il conto lo paghi tu.

elezioni 2018 partiti con più interazioni online
elezioni2018 partiti più citati online (fonte:Vincos.it)

Puoi leggere tutto il resto delle analisi di Vincenzo Cosenza sul suo articolo.  Merita davvero!

A questo punto del poderoso volume che un tempo era un piccolo articolo del blog di Francesco Umberto Iodice… 😉 se non sei ancora svenuto, ma anzi obstinato perduri intanto grazie, e secondo, il mio invito finale a fare domenica una sola cosa: andare a votare.

Andare a votare è un nostro diritto e soprattutto un dovere, non nei confronti dello Stato o dei nostri concittadini, ma per me soprattutto nei confronti di tutti i nostri connazionali che sono morti per darci questo diritto. E sentendoci parte piccola di un grande mondo, anche per tutti coloro che non possono nei loro Paesi, perchè non esiste democrazia e libertà.

E come diceva Giorgio Gaber…

La Libertà è Partecipazione.

Grazie della tua attenzione, Enjoy😀
Francesco Umberto Iodice

Shoah, giorno della Memoria. Si può fare comunicazione sull’Olocausto?

Nel giorno della memoria, la giornata in cui si ricordano le vittime dell’Olocausto e del nazismo, il rischio di banalizzare una delle più grandi macchie dell’umanità è grande.

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Russa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, arrivarono nei pressi di Auschwitz. Questa città polacca era sede dell’enorme campo di concentramento e sterminio utilizzato nel corso del genocidio nazista. I russi liberarono i superstiti.

L’apertura dei cancelli di Auschwitz, come ricorda Wikipedia, fu fondamentale anche perchè “mostrò al mondo intero non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati in quel lager nazista”.

Non voglio fare l’ennesimo post storico e politicamente corretto sull’orrore della Guerra, ma mi piacerebbe fare una riflessione con gli occhi di chi studia le tecniche di comunicazione.

Una campagna che ho molto apprezzato su questo tema, l’ho scoperta su un vecchio articolo su www.ilpost.it. E’ una campagna di comunicazione provocatoria realizzata da Archi’s Comunicazione per Regione Umbria.

L’obiettivo di questa campagna, dichiaratamente social (siamo nel pieno boom di Facebook) era attraverso frasi o domande molto brevi far riflettere sul dramma. Personalmente, mi ha sempre colpito che sia avvenuto solo pochi anni fa, 73 anni oggi. So che molti non apprezzano il ricordo e applicare le regole della comunicazione anche a tragedie simili, però non l’ho trovata offensiva della dignità dei morti mostrati. Non meno, per esempio, delle ultime campagne per la fertilità delle vacche ordita dalla “pubblicità progresso secondo Beatrice Lorenzin”. Quella sì, che se fossi una ragazza, una donna e già una mamma mi avrebbe offeso. La commissione pubblica da parte di una regione che amo, l’Umbria, certifica l’originale intento didascalico da leggere nell’ambito di una diffusione sui Social Network.

Quando ero a scuola, alle medie, al liceo classico e infine all’Università preparando l’esame di Italiano 3, ho sempre preferito la richiesta di Primo Levi di mantenere alta la memoria di quanto accaduto, rispetto alla nostrana preghiera alla dimenticanza. Dobbiamo ricordare sempre il passato, perchè come asserivano i latini: historia magistra vitae

E quindi rispondendo alla domanda nel titolo, cosa che se fosse un pezzo giornalistico non avrei mai potuto fare (ma questo è un blog!): sì, si può e, secondo me, entro certi limiti si deve fare comunicazione anche sulla Shoah. Abbiamo bisogno anche di qualche immagine scomoda, che ci possa umiliare in quanto persone civili (anche se incolpevoli di questa tragedia) perchè non accada mai più. E non si chiudano gli occhi non volendo guardare a quei Paesi del terzo mondo dove le pulizie etnico-religiose avvengono ancora. Pensiamo per esempio ai nostri fratelli cristiani nell’Africa nera…

Preferisco di fronte a drammi come l’olocausto non girare la testa e chiedermi se coloro che hanno compiuto tali violenze siano uomini…

 

Se questo è un Uomo

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e i visi amici:
considerate se questo è un uomo,
che lavora nel fango,
che non conosce pace,
che lotta per mezzo pane,
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna
senza capelli e senza nome,
senza più forza di ricordare,
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore,
stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca
i vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi, Torino 1958.

Grazie della tua attenzione,
Francesco Umberto Iodice