Archivi categoria: Libri e recensioni

Game of thrones countdown season 8

Game of thrones countdown stagione 8 ci siamo!

Non serve essere appassionati di Il Trono di Spade per sapere che ormai ci siamo. E’ iniziata la stagione numero 8. Purtroppo sarà anche quella definitiva. Chi vincerà il gioco del trono tra Deanerys Thargaryen, John Snow, Cercei e Jaime Lannister oppure il regno dei morti?

Confesso che non ho mai letto i libri di George R.R. Martin, mia colpa, così come non ho ancora letto la triologia di Il Signore degli Anelli, mia grandissima colpa. In compenso ho letto almeno Lo Hobbit

Ecco la mitica sigla del Trono di Spade

La serie, ambientata nel mondo fantastico del Continente occidentale Westeros e del Continente orientale Essos, racconta le avventure un numero infinito di personaggi che cercano di conquistare il Trono di Spade dei Sette Regni ad Approdo del Re. La lotta per il potere porta a scontrarsi le più potenti e nobili famiglie e casate o ad allearsi tra loro. Intrighi politici, economici e religiosi dei nobili sono solo l’antipasto alla vera guerra, quella tra i vivi e i morti. Il mondo, infatti, è minacciato dall’arrivo di un inverno diverso dai precedenti, che risveglia gli estranei, creature leggendarie animate da forze oscure e magiche.

Mi sono quindi appassionato alla serie televisiva targata HBO e creata da David Benioff e D.B. Weiss solo lo scorso anno. Una mia carissima amica, Sabrina, mi aveva chiesto che pensassi della sua serie preferita. Io non l’avevo mai vista!! Così a settembre dello scorso anno, armato di pop corn sul divano e Sky, ho iniziato a vedere la prima puntata.

Risultato? Ho visto tutte le 7 serie una in fila all’altra! Ne sono diventato appassionato e ora finalmente ci siamo! Io tifo per John Snow, Aria Stark e Jaime Lannister. E voi?

Grazie della tua attenzione, Enjoy 😉

Francesco Umberto Iodice

4 ottobre, San Francesco d’Assisi: il santo poeta

Ogni anno il 4 ottobre è per me ogni anno un giorno speciale. Sono molto legato alla figura di san Francesco d’Assisi. Ho 29 anni e penso mal contate che io sia stato ad Assisi almeno 22-23 volte.

La figura di Francesco, “il poverello di Assisi”, “il Giullare di Dio”, “L’infinitamente piccolo”, lo “sposo di Madonna Poverta” è una delle più affascinanti della spiritualità direi universale oltre che cristiana. Lo stesso Jacques Le Goff, storico medievalista di fama internazionale, afferma nel suo “San Francesco” che la sua figura trascende il cristianesimo ed è diventata in un certo modo patrimonio comune, amato in ogni epoca per semplicità e novità.

Ma non solo. Tra le mille cose che è stato san Francesco da Assisi in questo articolo voglio affrontare una in particolare: il poeta.

Da quando insegno Comunicazione e Linguaggi all’Enaip di Novara inizio i miei corsi come il Prof. Giuseppe Frasso iniziò il suo di Italiano 1 in Università Cattolica che io seguii nel 2007-2008: con il “Cantico delle Creature“.

Molti non lo sanno, ma Gianfranco Contini, uno dei più grandi filologi italiani di sempre, forse il più grande, pone questa poesia-preghiera a capo della sua antologia della letteratura italiana Letteratura italiana delle origini“.

Di Francesco ci rimangono alcuni scritti minori in latino, tuttavia l’opera più importante è in lingua volgare. Per la precisione umbro. Ed è stato scritto, pare, in luoghi che mi sono particolarmente cari: il chiostro di San Damiano, dove il Crocifisso parlò a Francesco e la Porziuncola, la cappella da lui più amata e dove volle infatti morire.

I miei studenti ormai sanno che: “Il Cantico delle Creature”, conosciuto anche come “Il cantico di Frate sole e Sorella Luna” è la prima poesia scritta in italiano. Il suo autore è Francesco d’Assisi che l’ha composta, secondo la leggenda, fra il 1224 e il 1226, l’anno stesso della morte.
La poesia è una lode a Dio, alla vita e alla natura che viene vista in tutta la sua bellezza e complessità.
Composto in volgare umbro del XIII secolo (folta la presenza di -u finale – plurale di terza persona in -ano “konfano” – l’epitesi di ène – la congiunzione ka – il verbo “mentovare”), con influssi toscani e francesi, e latinismi. Il Cantico ha la forma di prosa ritmica assonanzata.

Sul piano dello stile, Barberi Squarotti ha osservato che il Cantico non è rivolto ai letterati, ma al popolo: è scritto perciò in un linguaggio chiaro e privo di vistosi ornamenti retorici, ma non senza una precisa consapevolezza tecnica, come dimostra l’uso molto abile di allitterazioni e di rime e l’adozione di una struttura ritmica che richiama i versetti dei Salmi e la cadenza dei canti liturgici latini.

Perciò senza ulteriori indugi ecco la prima poesia della letteratura italiana: “Il Cantico delle Creature” di san Francesco d’Assisi.

Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.

Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a·cquelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.
Laudate e benedicete mi’ Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

Parafrasi

Altissimo, Onnipotente Buon Signore, tue sono la lode, la gloria, l’onore ed ogni benedizione.
A te solo Altissimo, si addicono e nessun uomo è degno di pronunciare il tuo nome.
Tu sia lodato, mio Signore, insieme a tutte le creature specialmente il fratello sole, il quale è la luce del giorno, e tu attraverso di lui ci illumini.

Ed esso è bello e raggiante con un grande splendore: simboleggia te, Altissimo.
Tu sia lodato, o mio Signore, per sorella luna e le stelle: in cielo le hai formate, chiare preziose e belle.
Tu sia lodato, mio Signore, per fratello vento,e per l’aria e per il cielo; quello nuvoloso e quello sereno e ogni tempo
tramite il quale dai sostentamento alle creature.
Tu sia lodato, mio Signore, per sorella acqua, la quale è molto utile e umile, preziosa e pura.
Tu sia lodato, mio Signore, per fratello fuoco, attraverso il quale illumini la notte. E’ bello, giocondo, robusto e forte.
Tu sia lodato, mio Signore, per nostra sorella madre terra, la quale ci dà nutrimento, ci mantiene e produce diversi frutti con fiori colorati ed erba.
Tu sia lodato, mio Signore, per quelli che perdonano in nome del tuo amore e sopportano malattie e sofferenze.
Beati quelli che le sopporteranno in pace, perchè saranno incoronati.

Tu sia lodato, mio Signore, per la nostra morte corporale, dalla quale nessun uomo vivente può scappare:
guai a quelli che moriranno mentre sono in situazione di peccato mortale.
Beati quelli che la troveranno mentre stanno rispettando le tue volontà,
perché la seconda morte, non farà loro male.
Lodate e benedicete il mio Signore, ringraziatelo e servitelo con grande umiltà.

Grazie della tua attenzione, Enjoy😀
Francesco Umberto Iodice

 

Intervista a Samuele Roccatello al Salone del Libro di Torino

Lo scorso anno avevo scritto la prefazione per la prima opera di un giovane promettente scrittore piemontese. Lui è Samuele Roccatello, il libro L’apertura mentale non è una frattura del cranio. 

Dopo il successo della prima edizione andata a ruba, ormai si è passati a nuove riedizioni e devo dire che sono davvero molto contento per Samuele. E’ una mosca bianca, nel panorama triste e desolante di una editoria italiana sempre più in difficoltà e crisi.

Il libro del quale sono stato invitato a fare da relatore alla prima presentazione domenica 10 dicembre 2017 a Casale Monferrato nel Castello dei Paleologi, presso l’Enoteca Regionale del Monferrato, quest’anno dopo altre presentazioni (tra cui una al mio corso di Comunicazione e Linguaggi presso EnAIP Novara), è andato in scena nella più importante vetrina nazionale: il Salone internazionale del libro di Torino!

Ciao Samuele, come è andata questa nuova esperienza?

Presentare al Salone internazionale del libro a Torino, con la mia ex professoressa di italiano e storia Paola Coggiola, è stata un’esperienza magica. L’atmosfera di gioia che animava lo stand della
mia casa editrice, la Pathos Edizioni, insieme alla meraviglia di trovarmi in quel punto di ritrovo della letteratura, dove nascono e si scambiano nuove idee e pensieri sotto forma di libri, mi hanno
trasmesso dell’emozioni forti che lasceranno un’impronta indelebile nella mia memoria.

Come è stato presentarlo proprio al Salone del Libro di Torino?

In mezzo ai Big, che avevano a propria disposizione le sale più grandi (sala azzurra, sala argento, ecc.), anche io avevo il mio piccolo spazio: la saletta G01, che contava solo 25 posti a sedere. Il mio
stupore è stato nel vedere che, nel momento in cui ho preso il microfono in mano, molte persone hanno iniziato a fermarsi ed interessarsi, restando anche i piedi. Le soddisfazioni più grandi sono
state sentire il mio editore, alla fine della presentazione, specificare che il mio libro è uno dei loro Best Seller e vedere che in molti, infine, hanno voluto prenderlo e ricevere una dedica.

Come vedi il futuro del tuo libro? Hai nel cassetto altre opere?

Ovviamente, il viaggio non si ferma qui! Attualmente, ho in programma nuove presentazioni, la più vicina sarà alla Mondadori di Vercelli domenica 20 maggio alle ore 17:00, inoltre, prossimamente
ci sarà una mia nuova uscita. Un mio racconto, intitolato “Gli occhi dei bambini insegnano”, verrà pubblicato nell’antologia “Micro e macro, racconti da un minuto ed altre storie”, curata dall’Inedito
Associazione Letteraria.
Sinceramente, mai avrei pensato che questa avventura andasse così tanto bene, ero partito tutto sommato con i miei piccoli obiettivi e riuscire a superarli mi rende davvero felice.

Se sei interessato e vuoi sostenere questo giovane scrittore, puoi comprare il libro su IBS, su LaFeltrinelli, Amazon su Unilibro.

Puoi seguire Samuele Roccatello su Facebook e LinkedIn.

 

 Grazie della tua attenzione, Enjoy😀
Francesco Umberto Iodice

L’apertura mentale non è una frattura del cranio di Samuele Roccatello. La mia recensione e gallery

L’apertura mentale non è una frattura del cranio, la mia recensione del primo libro di Samuele Roccatello

In un pomeriggio d’autunno Danilo Urli, un mio vecchio amico, mi ha chiamato chiedendomi un favore: “Puoi dare un’occhiata al libro di un ragazzo che lavora con me e che sogna di fare lo scrittore?“. L’ho fatto ed è nata una bella amicizia e una sincera collaborazione.

Sono stato invitato a fare da relatore alla prima presentazione del libro di Samuele domenica 10 dicembre 2017 a Casale Monferrato nel Castello dei Paleologi, presso l’Enoteca Regionale del Monferrato.

Quella che segue è la prefazione che ho siglato per Pathos Edizioni. 

 

Scrivere un libro è sempre un’impresa, farlo a 20 anni e buttarsi così nel panorama editoriale italiano – stante la crisi, non solo economica, ma anche culturale – è un atto di coraggio. Con l’incoscienza di coloro che guardano i dati del settore senza curarsene, Samuele Roccatello, l’autore di “L’apertura mentale non è una frattura del cranio” ha scritto così il suo primo libro.

Roccatello è un ragazzo cresciuto tra le colline del Monferrato, in quella natura tipica piemontese, che lascia sempre un segno in tutti gli scrittori di questa splendida terra. E così è stato anche per Samuele, studente universitario di chimica con sempre un libro in una mano e le bacchette da batteria nell’altra.

Il libro è una raccolta di racconti e raccontini che nasce dall’esigenza dell’autore di esprimere il proprio essere e le proprie opinioni sui maggiori temi e sentimenti universali. Ecco quindi in ordine di trattamento: innocenza, amore, fiducia, passione, empatia, giustizia, libertà, trasgressione, coraggio, rispetto, tolleranza, origini, umiltà.

Il testo segue un percorso cronologico e Roccatello immagina di accompagnare il lettore in un percorso che nasce con la tenerezza della protagonista di “La piccola Amanda” e arriva fino alla saggezza di un anziano nel ruolo di improbabile vate in “Cicinin. Un racconto per ogni stagione della nostra vita, quindi, che permette di evidenziare già alcuni tratti della penna dell’autore, molto bravo nella gestione dei registri di scrittura e maniacale nella scelta del lessico. Se per immaginare i toni e le parole dei grandi e degli anziani Roccatello ha lavorato di fantasia con risultati a volte ottimi altre approfondibili, per i primi racconti ha ripreso in mano i suoi vecchi quaderni delle elementari e frequentato nipotine e cuginette. Il risultato lapalissiano è un labor limae insistito e convinto che mira a coinvolgere il lettore pagina dopo pagina.

Dei molti racconti, mi permetto di segnalare,Ciuf Ciuf”, storiella in cui rumore di un treno si fa metafora della lontananza che ognuno di noi ha provato nei confronti di chi amiamo. Ed è in questa scia che lo “stare insieme” si fa “stazione” non solo dei cuori di Carlo e Sara da cui nasce il suono onomatopeico, ma anche di chi sa amare e vedersi con occhi diversi da quelli comuni. Come ad esempio quelli della figura del padre che disconosce – o forse ha dimenticato – la tenerezza e l’intesa dei due giovani, come facevano i vecchi romani rumoreggiando per i baci dei due giovani amanti al tempo di Catullo.

In Non esiste giustizia senza una lotta” viene invece esplorato uno dei problemi più gravi della nostra società: il bullismo. Il protagonista di questo racconto, il Giustiziere, è un ragazzino che ha subito le offese reiterate e sistematiche dei suoi compagni di scuola e che si fa a sua volta bullo. È il dramma della scuola italiana di oggi che non riesce a fermare un fenomeno ora ai tempi dei social network  quanto mai attuale – e in grado di svilupparsi con nuovi metodi di offesa come il cyberbullismo – che se non arrestato può portare chi è più forte a reagire passando dalla parte del torto, chi è più debole a soccombere. Interessante la chiave di sviluppo nella quale agisce, meglio reagisce, il Giustiziere.

Ultimo, in questo caso per importanza, “Cicinin”, racconto in cui l’autore ci porta in una sagra piemontese tra il vociare di persone sedute a lunghe tavolate e il profumo della panissa appena versata in piatti di plastica bianchi. L’intervento di un anziano pieno di consigli durante una tranquilla serata con la fidanzata – pardon morosa, come si dice in Piemonte – qui raccontato è un fatto realmente accaduto a Roccatello ed è per ora il suo lavoro preferito. Sono certo che sarà uno dei più apprezzati anche dai lettori. E non appare un caso che dall’innocenza dei bambini, il libro si concluda con l’umiltà degli anziani.

In conclusione, immaginandomi davanti ad una tazza di caffè a spiegare a qualcuno perché leggere questo libro, penso che aldilà delle analisi di sintassi e morfologia, mi sentirei di avvalorare l’opera prima di questo ragazzo per quella che è: un’opera prima impegnata nei temi e carica di freschezza e passione giovanile. Sono certo che molte opinioni e visioni delle cose cambieranno anche per Samuele col tempo, ma la spontaneità e sincerità che emana sia di persona, che nelle sue pagine può essere travolgente. Proprio come a volte non aver paura di Aprire la mente.

Se sei interessato e vuoi sostenere questo giovane scrittore, puoi comprare il libro su IBS, su LaFeltrinelli, Amazon su Unilibro.

Puoi seguire Samuele Roccatello su Facebook e LinkedIn.

 

 Grazie della tua attenzione, Enjoy😀
Francesco Umberto Iodice