giornata spreco alimentare

Giornata nazionale contro lo spreco alimentare, ecco tutti i numeri e la storia

Oltre ad essere uno “schiaffo morale” nei confronti di quasi 800 milioni di persone denutrite nel mondo, lo spreco di cibo rappresenta un ingente danno all’ambiente.

Lunedì 5 febbraio 2018, è la Giornata di prevenzione dello spreco alimentare.

In Italia è stata celebrata per la prima volta il 5 febbraio 2014 ed è stata ideata ed istituita dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con la campagna Spreco Zero e Università di Bologna – Distal.

Giornata mondiale contro lo spreco alimentare 2018
Giornata nazionale contro lo spreco alimentare 2018 (fonte: www.envi.info)

Ogni anno, secondo Fondazione Barilla citando come fonte il WWF, “1/3 del cibo del mondo (1,3 miliardi di tonnellate) viene sprecato senza arrivare neanche a tavola pur essendo prodotto perché va a male in azienda, si perde, diventa immangiabile durante la distribuzione o viene gettato via nei negozi alimentari al dettaglio, ristoranti e cucine”. Il dato diventa ancora più spaventoso se si pensa che si tratterebbe di quasi 4 volte la quantità di cibo necessaria a sfamare circa 800 milioni di persone sul pianeta che sono denutrite. Tra i Paesi fanalino di coda in questa classifica, tutt’altro che lusinghiera, ci sono gli USA che gettano 46 milioni di tonnellate di cibo l’anno (fonte FSI), ma anche l’Europa non è da meno. Il cibo buttato nel Vecchio Continente, secondo la FAO, sfamerebbe circa 200 milioni di persone.

E l’Italia?

L’Italia, grazie alla recente legge contro lo spreco alimentare, approvata nel 2016, appare tra le realtà che sta facendo passi avanti importanti. Ma non basta.  I dati FAO parlano chiaro: in Italia, un anno di spreco alimentare potrebbe sfamare quasi 44 milioni e mezzo di persone. Considerando i dati ISTAT e l’avanzare del maledetto tasso di povertà del nostro Paese, senza una laurea in matematica il calcolo da fare è molto facile.

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Riciclo dei rifiuti = fare economia

Ma questa giornata non ha solo connotazioni morali contro chi butta via cibo, ma è impegnata anche nei confronti della salvaguardia dell’ambiente. Eh sì, perchè come spiega l’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, (ente di diritto pubblico finalizzato alla ricerca, all’innovazione tecnologica e alla prestazione di servizi avanzati alle imprese, alla pubblica amministrazione e ai cittadini nei settori dell’energia, dell’ambiente e dello sviluppo economico sostenibile) il riciclo dei rifiuti avrebbe risvolti positivi anche sulla nostra economia!

“Gli scarti alimentari – fa sapere l’Agenzia – possono diventare anche bioplastiche o energia sotto forma di biogas. Non solo. Dagli scarti di uva e arance si ricavano polifenoli, pectine e fibre, utilizzabili in nutraceutica e cosmetica. Secondo l’Ue entro il 2030 con il riciclo dei rifiuti al 70% e lo smaltimento in discarica al 5%, grazie all’economia circolare si possono creare 580 mila posti di lavoro e risparmi per le imprese pari all’8% del fatturato annuo“.

Decalogo ENEA giornata nazionale contro lo spreco alimentare (fonte: www.enea.it)

In Europa sono in media 180 i kg di cibo pro-capite sprecati all’anno mentre ammontano a 164kg/anno in Italia (siamo al 7° posto nella classifica europea).

I numeri italiani dello spreco

Secondo dati ENEA, nel nostro Paese vengono gettati nel cassonetto per la precisione circa 5,5 milioni di tonnellate di cibo all’anno, in pratica 42 kg di cibo a persona. O in forma di avanzi non riutilizzati o di alimenti scaduti o andati a male, con un valore economico complessivo che si aggira intorno ai 13 miliardi di euro all’anno. E andando ancora più a fondo di questi numeri: “di questi 42 kg, oltre 10 sono costituiti da verdure e prodotti ortofrutticoli per un totale di oltre 1,3 milioni di tonnellate. Con i prodotti vegetali che gettiamo nella spazzatura, oltre a fitosanitari e nutraceutici, potremmo produrre 41 milioni di m3 di biometano, l’equivalente dell’energia necessaria per riscaldare 46mila appartamenti, con un risparmio di circa 2 milioni di tonnellate di CO2.”

Credo che giornate come questa dovrebbero essere fatte in più occasioni, che debba essere istituito un percorso nelle scuole italiane per approfondire questi temi e sensibilizzare i giovani a pratiche che possano salvaguardare davvero l’ambiente.

Grazie della tua attenzione, Enjoy😀
Francesco Umberto Iodice

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