Donald Trump: gli Usa sono entertainment

Quando alle ore 5 di mattina Donald Trump ha conquistato Ohio, ho capito che ce l’aveva fatta. Le elezioni americane hanno incollato noi appassionati di politica, interessati alla geopolitica mondiale o semplicemente chi ama gli intrighi del potere di House of Cards. E quando Chicco Mentana, nella solita maratona di La7 con faccia esasperata più per il fatto da commentare che per la stanchezza, ha ammesso per primo la sconfitta di Hillary Clinton, io ho compreso di partecipare in quel preciso momento ad un evento storico. Se sarà epoch making lo dirà il tempo.

Dire ora “lo sapevo…” è troppo facile. Purtroppo lo sospettavo. Dopo esser tornato tre settimane fa da Los Angeles dove la mia ragazza è stata l’unica italiana invitata come honoree ai Proto Awards di Hollywood, (perdonatemi vi prego, ma sono un moroso orgoglioso 😉 ) ne avevo parlato con molti amici o con ex consiglieri comunali come me del Partito Democratico. In quel viaggio alla scoperta dell’America ci siamo buttati fino in fondo alla cultura americana, e ogni persona che incontravamo un po’ per gioco, un po’ per evidenza, la battezzavamo un sicuro elettore di Trump. Gli USA non amano l’entertaiment, sono puro entertaiment. Per gli americani che si abbuffano di hamburger ai fast food, che guidano macchinoni da far sembrare i suv europei go-cart e che soffrono la crisi economica con un contrasto pazzesco tra ricchezza e lusso e povertà e miseria era più facile identificarsi nel miliardario sboccato, che nella ambiziosa donna del potere. Trump è il good guy con cui andare a bere una birra dopolavoro e perdersi in battute sessiste o a discutere di sport. La Clinton è la nonna altezzosa, il cui sorriso non dà fiducia. Obama alla fine di 8 anni ha fallito nel crescere una classe dirigente nel Partito. E il progresso non può esser rappresentato da una 70enne con 30 anni di esperienza politica: il volto dell’establishment. Sanders, ancor più vecchio, sembrava a confronto Mick Jagger.

Il vento di destra soffia forte dall’Europa verso l’America. E credo che aldilà del risultato del referendum il 4 dicembre, il Partito Democratico deve iniziare a capire che siamo in ricorsa. Immigrazione, sicurezza e lavoro sono i tre temi che la gente sente più cari, e noi dobbiamo iniziare a trovare parole nuove e soluzioni concrete. A meno di non voler cambiare la nostra attenzione dai più poveri e deboli alla classe sinistra radical chic.

Credere che chi vota Trump sia l’emblema dell’imbecille, della classe media istupidita dalla tv e dalle bufale in rete, è sbagliato e antidemocratico. Hanno votato Trump perchè ha saputo capire il suo paese in crisi, pur essendo lui un privilegiato. Tanto da meritare ante litteram la stella in Hollywood boulevard (la foto è mia). E ha spinto i toni dove la gente voleva. La politica aggressiva contro Isis, Cina, Messico, contro le minoranze interne e contro i mussulmani sarà da vedere nel tempo. Finisce la destra americana interventista, ma non finisce certo la democrazia.

Comunque vada, domani sorgerà il sole.

Barack Obama

Grazie della tua attenzione, Enjoy😀
Francesco Iodice